25 novembre 2017

Equilibrio tra piacere e dolore

L'approccio osteopatico ai due eventi

La vita si sostiene e si preserva ricercando il piacere e rifuggendo la sofferenza.

Quando la ricerca del piacere e la paura di una punizione o una frustrazione si verificano allo stesso momento, si genera dolore.

Ci apriamo al piacere, spalanchiamo le nostre braccia nell’abbraccio e le protendiamo in avanti per afferrare. Attraverso questa gestualità, ci apriamo al mondo e agli altri. A partire dal cuore, un flusso di carica energetica, tramite il sangue, si diffonde in periferia. Il corpo si espande, e i movimenti esprimono pienamente il piacere attraverso la libertà di movimento, quello che si può chiamare il gesto giusto.

Nella testa, gli organi di senso sono attivi, gli occhi della persona sono vivi ed espressivi, le capacità intellettuali e la concentrazione sono ottime, la qualità del sonno è buona o ottima.

Negli arti superiori e inferiori la gestualità è libera e adeguata agli stimoli, con le braccia afferriamo il piacere e con le gambe siamo ben radicati al suolo.

Dolore

Di contro rifuggiamo il dolore, perché ostacola il flusso energetico centrale del cuore e il corpo perde così parte della sua libertà di movimento, per esempio nel sistema muscolo scheletrico o viscerale:

  • dormiamo male, ci risvegliamo più volte durante la notte, ci sentiamo spossati e scarichi, e questo conduce ad essere più irascibili e ad avere meno controllo sulle nostre reazioni emotive, non riusciamo a concentrarci. Tale situazione spalanca le porte a molti possibili sintomi nella testa e nella faccia, come i disturbi dell’occlusione e dell’ATM (mandibola); cefalea o emicrania; otiti, sinusiti, riniti; vertigini e sensazione di instabilità;

  • le braccia non afferrano più, non si aprono al piacere e al mondo come prima; le conseguenze di questa perdita di movimento sono rigidità del dorso e del collo; tachicardia, formicolio a braccia, mani e dita. Inoltre abbiamo tutto il corteo di patologie della spalla e del gomito (periartriti scapolo-omerali, epicondiliti);

  • nell’addome abbiamo i sintomi legati alla digestione e al transito intestinale come gastriti, esofagiti, gonfiore addominale. In alcuni casi si verificano anche calcoli renali o biliari. Va sottolineato il fatto che tutti i disturbi intestinali corrispondono a scompensi del sistema immunitario, per cui sono frequenti:

    • asma e malattie autoimmuni;

    • allergie, intolleranze, dermatiti;

    • infiammazioni croniche;

    • infezioni ricorrenti.

  • abbiamo poi l’ importante corteo di sintomi legati alla colonna vertebrale: mal di schiena, sciatalgie, pubalgie, dolori al coccige;

  • per quanto riguarda la zona uro-genitale, nelle donne sono frequentissimi i dolori e i disturbi del ciclo mestruale, cisti ovariche, tantissime donne soffrono di cistiti e infezioni ricorrenti. Frequentissimi anche stitichezza e alvo irregolare.

  • le gambe sono rigide, pesanti e deboli. Questo ci impedisce di essere ben radicati a terra, siamo “tra le nuvole”, abbiamo scarso controllo sulla nostra emotività.

Sono frequenti:

  • Distorsioni a caviglia e ginocchio.

  • Sensazione di instabilità.

  • Crampi ai polpacci e fasciti plantari.

  • Disturbi della circolazione.

L’Osteopatia interviene in tutte queste situazioni; questo avviene liberando le zone dolenti, per esempio la cervicale o la testa, l’addome teso e gonfio o la sciatica.

Intervento dell'osteopatia

Il rilascio delle tensioni avviene perché si interviene sulle loro cause, lavorando in zone diverse del corpo: per esempio, il cranio è sempre una zona importante, così come il torace e l’addome.

La reazione dell’organismo è molto spesso rapidissima, così che alla fine del trattamento, le tensioni hanno mollato, l’individuo modifica la propria postura e il sintomo si disattiva.

Il vantaggio è doppio, perché si aiuta il paziente a guarire, e soprattutto si prevengono le ricadute. Per la remissione o il miglioramento del sintomo possono bastare poche sedute, ma la prevenzione si fa nel tempo; quando si riacquista comfort e benessere, possono bastare 3/4 trattamenti all’anno.

L’attenzione e l’analisi sono sempre rivolte a tutto il corpo e non solo alla zona dolente, è infatti la persona che richiama l’interesse dell’osteopata, non una sua singola porzione. Questa è la peculiarità dell’Osteopatia, ed è per questo che la sua azione terapeutica è così adatta ai disturbi più disparati.