18 dicembre 2017

La terapia Cranio Sacrale

Un approccio legato all'equilibrio dell'organismo

Esiste un approccio terapeutico praticato dall’osteopata, efficace e ad ampio spettro, che agisce sull’unità funzionale costituita dal cranio e dall’osso sacro, chiamata sistema cranio sacrale.

Si tratta appunto della Terapia Cranio Sacrale.

Quando il sistema è in disfunzione osteopatica, ci troviamo sempre di fronte a condizioni di salute precarie, i sintomi sono numerosi e apparentemente separati l’uno dall’altro e l’individuo è in sofferenza profonda.

La terapia cranio sacrale ripristina un corretto funzionamento del sistema cranio sacrale, rendendo possibili il recupero e il mantenimento del benessere e della salute psicofisica dell’individuo, così che i sintomi che possono presentarsi sono transitori e non debilitanti.

Sistema Cranio Sacrale per valutare il benessere

Come il cuore o i polmoni, anche il sistema cranio sacrale ha un’attività ritmica, variabile tra 6 e 12 cicli/min, ma a differenza dei precedenti, non si modifica in caso di attività fisica, riposo o emozioni. Questo lo rende un sistema affidabile per valutare lo stato di benessere e salute generali della persona.

Ogni ciclo è caratterizzato da una variazione della tensione su tutte le ossa del cranio, così che il cranio si deforma in un certo modo all’inizio di ogni ciclo, per poi ritornare gradualmente alla forma di partenza.

Il sistema cranio sacrale è costituito da tre elementi fondamentali:

  1. le ossa del cranio;
  2. la dura madre;
  3. il liquido cefalo-rachidiano.

Le ossa del cranio

Suture

Le ossa formano le suture lungo le linee in cui vengono a contatto tra loro. A differenza di quanto si potrebbe credere, non si saldano mai tra loro, e le suture presentano un certo grado di adattabilità che permane per tutta la vita.

Si tratta in realtà di micromobilità, ben diversa da quella di un’articolazione o di un organo, ma altrettanto apprezzabile da parte dell’osteopata, sia per la diagnosi che per il trattamento.

La dura madre

La dura madre è la più esterna delle meningi del cervello nonché del midollo spinale. È una membrana che avvolge e isola l’intero sistema nervoso centrale, tenendolo protetto e immerso nel liquido cefalo-rachidiano.

Essa riveste tutta la superficie interna del cranio, aderendo fortemente alle ossa, e presenta alcune inserzioni periferiche che trasmettono le tensioni in e dalla periferia.

Sull’osso sacro la dura madre si fonde saldamente ad esso e al coccige.

Il liquido cefalo rachidiano

Il liquido cefalo rachidiano è il motore del sistema, l’elemento che trasmette le variazioni della pressione al suo interno alla dura madre e alle ossa.

Il rapporto col corpo

Il sistema cranio sacrale accoglie al suo interno il cervello. Inoltre è importante perché influenza tutto il resto del corpo, tramite l’interazione col sistema fasciale; possiamo pensare a quest’ultimo come costituito da numerose sacche di tessuto connettivo che sostengono e separano tra loro tutte le altre strutture come ossa, muscoli, tendini, visceri, e che si estendono per tutto il corpo.

Se da un lato le fasce sostengono e nutrono i vari tessuti, dall’altro sono responsabili della creazione e del mantenimento della disfunzione osteopatica somatica, cioè su ossa, tendini, muscoli, visceri e articolazioni.

Oltre ai rapporti appena visti con il sistema nervoso centrale e il sistema muscolo scheletrico, il sistema cranio sacrale è intimamente connesso e influenza:

  • il sistema ghiandolare;
  • il sistema linfatico;
  • il sistema circolatorio.

Un movimento libero e completo e una frequenza normale del sistema cranio sacrale garantiscono un buon funzionamento di tutti questi apparati, la persona è in salute e i suoi sintomi sono transitori e poco debilitanti.

Disfunzione

Quando al contrario il sistema è in disfunzione, è sempre all’origine di quadri clinici complessi e invalidanti. Abbiamo più patologie e svariati sintomi in contemporanea, apparentemente separati e senza relazione tra loro.

Inesorabilmente, la persona perde in benessere e salute.

Sintomi comuni

L’impulso ritmico cranico diminuisce la propria ampiezza e altera la frequenza al di fuori dei normali 6-12 cicli/min. Per esempio, nei casi di coma da ictus la frequenza scende a 3-4 cicli/min, mentre al contrario nei casi di coma indotto da farmaci aumenta fino a 15 cicli/min.

Nella maggior parte dei disturbi e sintomi, il ritmo rallenta e la persona appare affaticata e stanca, dorme male, ha scarso controllo sulla propria emotività e non riesce a concentrarsi.

Disfunzioni secondarie

Alcune disfunzioni craniali vengono meglio tollerate dal sistema, cioè rispettano maggiormente il movimento fisiologico normale, anche se parzialmente bloccato. Tali disfunzioni sono in genere secondarie a traumi o altri eventi lesivi periferici. In tutti questi casi possiamo avere:

  • instabilità pelvica o lombosacrale;
  • disturbi ricorrenti dell’apparato locomotore;
  • sinusiti e riniti su base allergica;
  • cefalea fastidiosa ma non debilitante;
  • disturbi dell’occlusione e dell’ATM;
  • squilibri endocrini minori;
  • scoliosi.

Disfunzioni primarie

Altre disfunzioni sono più impegnative, cioè limitano maggiormente un normale adattamento del cranio. Spesso non dipendono da altre cause esterne, e sono per questo dette primarie. In questi casi i disturbi sono più seri:

  • disturbi della funzione motoria degli occhi, come lo strabismo;
  • cefalea grave;
  • alterazioni endocrine gravi, per esempio a livello tiroideo o ovarico;
  • scoliosi grave;
  • nei bambini disturbi dell’ apprendimento, legati soprattutto alla lettura.

Disfunzioni particolari

Una particolare disfunzione, che per compromissione del normale ritmo craniale e gravità del quadro clinico, può essere ritenuta più grave di tutte le altre. Il sintomo che si presenta con maggior frequenza è la sindrome depressiva, insieme ad altri apparentemente non associati ad essa, come sciatica e allergie. Nei bambini autistici questa disfunzione è la regola piuttosto che l’eccezione.

Ruolo della Terapia Cranio Sacrale

La terapia cranio sacrale riveste un ruolo di primo piano nel trattamento della persona, attraverso un rilascio delle tensioni e il ripristino di una corretta mobilità del cranio. Questo viene ottenuto attraverso tecniche dolci e indolori, piacevoli per la persona.

Segue poi un rilascio graduale delle altre tensioni periferiche, a carico di articolazioni o visceri: i sintomi regrediscono.

Il potenziale di auto-guarigione dell’organismo viene ripristinato, così che alla remissione dei sintomi si associa un’importante modifica posturale e dinamica; la persona può riacquistare salute e benessere e può mantenerli nel tempo, evitando fastidiose recidive di vecchi disturbi o l’instaurarsi di nuovi.